Deborah Ballesio: interrogazione parlamentare sul PdA negato


La nostra esortazione a fare chiarezza sull'omicidio di Deborah Ballesio, o meglio sul fatto che prima di essere uccisa avrebbe richiesto e le sarebbe stato negato il porto d'armi per difesa personale, ha trovato una prima sponda nel mondo politico.

Abbiamo infatti appreso da poco che il Sen. Massimo Candura (Lega) ha presentato nei giorni scorsi una interrogazione a risposta scritta al Ministro dell'Interno al fine di accertare se la notizia, pubblicata dapprima da Il Secolo XIX, corrisponda a verità e se quindi il Prefetto di Savona abbia ritenuto veramente "fuori pericolo" una donna maltrattata, minacciata e che aveva subìto atti violenti di ritorsione al punto di dover sporgere una ventina di denunce ed ottenere un ordine di allontanamento. Infine, a conferma della carenza di motivazioni, uccisa dal suo persecutore.


Attendiamo di conoscere lo stato dei fatti prima di trarre conclusioni avventate, ma, pur considerando che la situazione specifica potrebbe essere differente da quanto riportato dai giornali, non possiamo non pensare a tutti coloro ai quali negli ultimi anni è stato rifiutato o ritirato il porto d'armi per difesa personale solo perché vi è la "necessità" di ridurre il numero delle licenze, blindando la decisione dietro allo strapotere rappresentato dalla totale discrezionalità dell'Autorità di PS.

Siamo quindi molto interessati alla risposta che sarà data all'ultimo quesito dell'interrogazione e cioè a "quali iniziative il Ministro intenda adottare al fine di consentire ai soggetti in reale stato di pericolo per la propria incolumità di ottenere il porto d'armi, al fine di evitare casi analoghi".

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