Pistole troppo facili... ne siamo sicuri?

Di seguito la lettera di protesta inviata alla redazione della trasmissione "Mi manda Rai tre" per il pessimo servizio intitolato "pistole troppo facili?"



Spett.le Redazione, in qualità di presidente del Comitato Direttiva 477 (associazione per la tutela dei diritti dei detentori legali di armi) devo manifestarvi il massimo disappunto per le distorsioni contenute nel servizio "armi troppo facili?" mandato in onda durante la puntata del 23 marzo u.s.

Il servizio ha penosamente riproposto i peggiori stereotipi giornalistici che vedrebbero nella richiesta della licenza di porto di fucile per tiro a volo (c.d. "sportivo") un tentativo di elusione delle norme che regolano il porto delle armi, nonché lo strumento per aggirare le restrizioni al rilascio dei porto d'armi per difesa personale. Sostenere inoltre che il rilascio della licenza sia cosa facile e rapida è falso: la giornalista si è ben guardata dal mostrare le difficoltà burocratiche connesse al rilascio delle certificazioni mediche presso le ASL né ha minimamente accennato alle condizioni ostative ed alle ampissime discrezionalità che spesso consentono di rifiutare la licenza anche a chi perfettamente sano e capace (argomenti su cui, sì!, ci sarebbe da fare un approfondimento). Bisogna poi aggiungere che il conseguimento del certificato di idoneità al maneggio delle armi, ridotto dalla giornalista ad una banale lezione seguita da una breve sessione di tiro, non ha per scopo quello di trasformare dei principianti in eccellenti tiratori, ma di garantire che il soggetto possieda la competenza tecnica di base e la capacità di maneggiare in sicurezza le armi, entrambe ben verificabili dagli ottimi istruttori del Tiro a Segno Nazionale.

Ignora (o omette) inoltre la giornalista che in Italia non è necessaria alcuna licenza di porto d'armi per detenere armi legalmente, poiché esiste un'apposita autorizzazione (il nulla osta rilasciato dal Questore) tramite cui si autorizza l'acquisto una tantum di armi e munizioni destinate quindi ad essere solo detenute. E tra le motivazioni che possono essere avanzate per l'ottenimento di tale autorizzazione vi è proprio la difesa dell'abitazione. Sono se mai gli stessi uffici di PS a consigliare la richiesta del porto d'armi "sportivo" anzi che del nulla osta, poiché oltre all'acquisto di armi e munizioni ne consente anche il trasporto e l'utilizzo nei poligoni di tiro al fine potersi tenere in allenamento, a maggiore garanzia del soggetto stesso e della collettività.

Non solo, ma alcune opinioni espresse durante il dibattito sembrerebbero quasi voler colpevolizzare e delegittimare chi ha avuto la necessità di difendersi e, dopo l'ingiustizia di un reato ai propri danni, ha dovuto subire anche i necessari ma pesantissimi risvolti giudiziari che spesso comportano enormi esborsi economici e ripercussioni sulla salute e sulla vita familiare.

Auspichiamo quindi che in futuro vogliate considerare un approccio più equilibrato alla materia, garantendo un'informazione corretta ed il pieno rispetto di coloro che sono certificati come sani ed integerrimi dall'Autorità di Pubblica Sicurezza, come di coloro che, certo non per loro scelta, hanno dovuto ricorrere alle armi per tutelare la propria incolumità.

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